La Realtà e il Sogno

di  - 1987

Un significato universale ed evocativo sempre suggestivo

Borghi parla della realtà senza essere realista e sollecita l'immaginario e l'onirico verso la formulazione di immagini, di figure, di vere e proprie rappresentazioni capaci di caricarsi di un significato universale ed evocativo sempre suggestivo. Le linee delle sue composizioni sono come sinuosamente bloccate, sigillate in un rigore assoluto che è anche, però, agitato da una straordinaria dinamicità d'impulsi, da una tensione asciuttissima e vibrante come la corda di un elastico...

In Borghi il rapporto con un certo citazionismo colto (vedi talune cadenze liberty, di ambigua e carnosa sensualità, taluni silenzi di ordine metafisico oppure, ancora, gli echi felpati di mistero di un certo simbolismo) ed il rapporto con l'immaginario e con il fantastico è sempre stato un rapporto autentico, profondo, intimamente fondante.

Egli non l'ha indossato come una camicia nuova dopo avere gettato alle ortiche la vecchia, ma l'ha cresciuto e coltivato in se stesso fin dall'inizio.

E' qualcosa insomma, che fa parte del suo mondo più vero; qualcosa che gli deriva dalle più risolutive circostanze della sua personalità e del suo particolare talento, della consumata perizia di "mestiere" di cu è capace. Il trasporto straordinario che conduce la sua ricerca è costituito da una incandescenza assoluta della sensibilità e della fantasia. Per questo il maturare del suo linguaggio (pur nella sua interna coerenza poetica) lo ha condotto a spaziare su un ampio ventaglio di soluzioni nel volgere ormai non breve della sua carriera.