Omaggio a Verdi

di  - 2001

Alfonso Borghi, i colori della musica'

Introduzione al catalogo 'Giuseppe Verdi

...Borghi ha continuato a intrattenere un rapporto con le cose e le persone, cercando una narratività fatta di folgoranti richiami, di scariche dinamiche, di coinvolgimento emotivo, anche sul registro fantastico. Ed è pure la causa del dialogo, cercato e praticato, con poeti (da William Blake, Eluard, Prévert, Garcia Lorca, Aleixandre, Dylan Thomas a Quasimodo, Sanesi o, recentissimamente, a Shelley), registi cinematografici (Fellini) e musicisti, come il conterraneo Verdi innanzi tutto, al quale l'artista ha dedicato già qualche anno fa, nel 1997, una serie di dipinti riferiti al Nabucco (Il trionfo di Nabucco), al Rigoletto (Ah, la maledizione!), al Trovatore (Di quella pira l'orrendo foco…), all'Otello (Temete signor la gelosia…).

Il nuovo ciclo qui esposto (la mostra è quella in San Ludovico, un grande evento per la città di Parma, ndr.) non è quindi motivato solo dall'occasione delle celebrazioni del centenario della morte del Maestro.

E' invece la continuazione di un discorso da tempo avviato, ora su un piano di grande impegno, anche nelle dimensioni, ma soprattutto nella tensione a raggiungere una sintesi figurale della genialità musicale di Verdi, còlta in sette suoi capolavori, di differente datazione e temperie poetica: dal Macbeth al Rigoletto, al Trovatore, ai Vespri siciliani, all'Aida, sempre seguendo la successione temporale, e all'Otello, penultima opera del musicista, e infine una creazione non teatrale, la sublime Messa da requiem. Opere tutte rivissute da Borghi con stretta partecipazione, fuori quindi, pur nel rispetto del lavoro di Verdi, da subordinazioni illustrative. Quanto viene proposto è il risultato dell'incontro di due diverse personalità, non solo di due differenti linguaggi...

Borghi ha infatti "capito soprattutto, le regole dell'armonia, quelle che gli hanno consentito di trasformare la lezione informale della pittura energetica e gestuale degli amati Vedova, De Kooning e Pollock in strumento capace di creare un'espressione figurativa originalissima. Ha capito, in sintesi, come dipingere non tanto la musica, ma le sue emozioni e la sua anima...